Siamo un gruppo di giovani scrittori queer,
e vi invitiamo a partecipare a Open Closet, la prima serata di letture queer di giovani esordienti!
Ed anche per chiedervi aiuto nel diffondere la nostra campagna per la RICERCA DI STORIE.
"La prima serata Open Closet si svolgerà il 24 gennaio a partire dalle 19.30 allo Shortbus.
L'idea è quella di mettere in piedi una serie di letture di testi giovani e queer, nostri e vostri, per condividere, scoprirsi e farsi scoprire.
Vogliamo creare uno spazio torinese per la letteratura gaia, uno spazio aperto in cui da pubblico si diventa scrittore salendo sul palco a leggere il proprio testo, una slam session senza competizione e senza obblighi.
Siamo ancora alla ricerca di storie, perciò se avete qualcosa che vi piacerebbe condividere mandate, abbiamo bisogno di voi!
Racconti, poesie, testi teatrali, se avete qualcosa nel cassetto tiratelo fuori e mandatelo all'Open Closet!
E poi leggete il vostro testo allo Shortbus, e se non vi va di salire sul palco lo leggiamo noi!
Mandate i vostri lavori a opencloset@live.it
Per partecipare basta avere nel cassetto un testo a tematica queer o friendly, non c'è limite di tema nè censura, basta non superare le 15 cartelle. I testi saranno selezionati e, dopo aver preso accordi con l'autore, saranno letti di volta in volta allo Shortbus, durante le serate Open Closet, dopo l'aperitivo.
Sito Web www.myspace.com/_open_closet_
UNITOGLBT è stato ideato per riunire la comunità omo:bi:tran:sessuale dell’Università di Torino, ne potranno fare comunque parte tutti coloro i quali, pur non universitari, ne condividono gli intenti.
UNITOGLBT vuole porsi come referente per tutti i giovani che, in una società difficile, hanno bisogno di un aiuto psicologico; per quei ragazzi che, in uno spazio in cui trovare la propria identità confrontandosi con gli altri, cercano un luogo per esprimersi in tutta la loro personalità.
UNITOGLBT vuole essere un punto di riferimento per i giovani omosessuali e sensibilizzare la società ad una realtà che non conosce.
Le ideatrici sono tre fanciulle: Mara, Giò e Fede che hanno utilizzato lo strumento del blog per realizzare il loro progetto.
http://www.unitoglbt.splinder.com
"Qui potrete incontrarvi, informarvi su tutto quello che di gay accade fuori dalle mura universitarie, nella nostra città; potrete confidarvi o sfogarvi…magari anche innamorarvi o conoscere soltanto la passione di una sera.
Cercheremo di tenervi informati su tutto, come le migliori procacciatrici di pettegolezzi e divertimenti; organizzeremo, di tanto in tanto, dei piccoli eventi o ritrovi dove poterci vedere faccia a faccia.
Speriamo che questo piccolo sito nell’immensa rete internet possa crescere sempre di più, con il vostro aiuto e il vostro costante interesse. Abbiamo bisogno anche di voi per poter affondare le radici nella mondanità omosex torinese!"
Per poter postare è necessario essere registrati su www.splinder.com , la registrazione è totalmente gratuita e non vincolante; sul blog è presente anche un FORUM dove poter discutere di qualunque cosa e dove potrete anche dialogare con una delle amministratrici del sito in tempo quasi reale, anche per il forum ovviamente c’è bisogno di una piccola iscrizione; presto on line anche una tag board e prossimamente una chat-line!!
COMUNICATO STAMPA
6 dicembre 2007
IRAN, GIUSTIZIATO IL GIOVANE GAY MAKWAN
GRUPPO EVERYONE: "DA UN CRIMINE DI STATO NASCE UN SIMBOLO MONDIALE CONTRO L'OMOFOBIA"
MENTRE CONTINUA LA CAMPAGNA DEI CUORI LANCIATA DAL GRUPPO EVERYONE PER IMPEDIRE L'ASSASSINIO DEL VENTUNENNE IRANIANO MAKWAN MOLOUDZADEH, GIUNGE DA TEHERAN LA NOTIZIA DELLA SUA ESECUZIONE, AVVENUTA IERI MATTINA, SENZA CHE NEMMENO L'AVVOCATO E I FAMILIARI VENISSERO AVVERTITI
Makwan Moloudzadeh aveva ventun anni ed è stato assassinato dai suoi aguzzini all'interno del carcere di Kermanshah, dov'era detenuto, in seguito alla condanna a morte per "lavat" (sodomia). Il ragazzo, secondo l'autorità giudiziaria iraniana, era infatti "colpevole" di aver amato un coetaneo all'età di 13 anni e di aver avuto con lui rapporti sessuali. L'esecuzione è avvenuta nel carcere succitato, nell'ovest dell'Iran, alle 5 del mattino (ora iraniana) di ieri 5 dicembre 2007, nel più totale silenzio di stampa, istituzioni e associazioni. Nemmeno l'avvocato, il padre e lo zio di Makwan - con cui il Gruppo EveryOne, che nelle ultime ore si era mobilitato a livello internazionale con la "campagna dei cuori" per la vita del giovane, è in stretto contatto - erano stati informati.
"Apprendiamo con immenso dolore la notizia" commentano i leader di EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. "Continuano ad arrivare centinaia di mail al minuto da tutto il mondo di sostegno alla campagna per Makwan, da parte di politici, attivisti e semplici cittadini, mentre la notizia della sua morte lascia incredulo il mondo, perché pochi giorni fa il ministro della Giustizia iraniano, l'Ayatollah Mahmoud Hashemi Shahroudi, aveva sospeso la condanna, manifestando l'intenzione di concedere la grazia".
Il Gruppo EveryOne ricorderà Makwan e il suo martirio con un premio annuale ricorrente che verrà donato a chi si contraddistinguerà nella lotta a favore dei diritti umani e contro l'omofobia. Il Premio Makwan Moloudzadeh 2007 viene assegnato a Glenys Robinson, cittadina del Regno Unito che vive in Italia e che ha dimostrato particolari sensibilità e coraggio e ha cooperato in modo determinante per la liberazione di Pegah Emambakhsh. Da allora Glenys fa parte del Gruppo EveryOne e si impegna con ogni energia per i diritti umani.
"Deve sollevarsi una ferma protesta a livello internazionale che imputi ad Amadinejad e al suo Governo una condanna per crimini contro l'umanità" concludono i leader del Gruppo EveryOne "ma prima ancora deve nascere una potente rete mondiale che sia preparata a denunciare casi simili a questo intraprendendo azioni immediate che possano fermare le esecuzioni. Anche i Paesi democratici devono farsi un esame di coscienza e comprendere che la lotta contro l'omofobia inizia con il riconoscimento paritario delle unioni omosessuali, perché senza questo diritto fondamentale i gay e le lesbiche sono condannati all'emarginazione".
Per maggiori informazioni:
Gruppo EveryOne
(+ 39) 334-8429527
www.everyonegroup.com, info@everyonegroup.com
UNITOGLBT è stato ideato per riunire la comunità omo:bi:tran:sessuale dell’Università di Torino, ne potranno fare comunque parte tutti coloro i quali, pur non universitari, ne condividono gli intenti.
UNITOGLBT vuole porsi come referente per tutti i giovani che, in una società difficile, hanno bisogno di un aiuto psicologico; per quei ragazzi che, in uno spazio in cui trovare la propria identità confrontandosi con gli altri, cercano un luogo per esprimersi in tutta la loro personalità.
UNITOGLBT vuole essere un punto di riferimento per i giovani omosessuali e sensibilizzare la società ad una realtà che non conosce.
Le ideatrici sono tre fanciulle: Mara, Giò e Fede che hanno utilizzato lo strumento del blog per realizzare il loro progetto.
http://www.unitoglbt.splinder.com
"Qui potrete incontrarvi, informarvi su tutto quello che di gay accade fuori dalle mura universitarie, nella nostra città; potrete confidarvi o sfogarvi…magari anche innamorarvi o conoscere soltanto la passione di una sera.
Cercheremo di tenervi informati su tutto, come le migliori procacciatrici di pettegolezzi e divertimenti; organizzeremo, di tanto in tanto, dei piccoli eventi o ritrovi dove poterci vedere faccia a faccia.
Speriamo che questo piccolo sito nell’immensa rete internet possa crescere sempre di più, con il vostro aiuto e il vostro costante interesse. Abbiamo bisogno anche di voi per poter affondare le radici nella mondanità omosex torinese!"
Per poter postare è necessario essere registrati su www.splinder.com , la registrazione è totalmente gratuita e non vincolante; sul blog è presente anche un FORUM dove poter discutere di qualunque cosa e dove potrete anche dialogare con una delle amministratrici del sito in tempo quasi reale, anche per il forum ovviamente c’è bisogno di una piccola iscrizione; presto on line anche una tag board e prossimamente una chat-line!!
SE PARLARE DI OMOSESSUALITA' E' PECCATO
Devi essere uomo! Questa l’intimazione perentoria rivolta a bambini ed adolescenti maschi, con parole ed atteggiamenti di diversa forma.
All’altra metà del cielo giunge invece un invito altrettanto esclusivo, da realizzare cucendosi addosso gli stereotipi della femminilità. Una
regola che si tramanda da tempi immemorabili e che pertanto sembra indiscutibile. Se qualcuno dà qualche minimo segno di inaffidabilità rispetto ai modelli proposti ecco pronta l’accusa: sei una checca, oppure una lesbica!
Gioco di ruoli riproposto, con grettezza, nel nuovo di bullismo verificatosi a Rocca Canavese.. A pochi chilometri da Torino, dove solo l’anno scorso si è celebrato un Pride Gay, lesbico e transessuale che ha visto una partecipazione straordinariamente positiva della cittadinanza.
Evidentemente però la tolleranza non basta a sconfiggere i fantasmi del pregiudizio e dell’omofobia. A primavera scorsa in questa città un sedicenne, Matteo, si è tolta la vita perché tartassato dai suoi compagni di classe, che gli rimproveravano un’eccessiva effeminatezza. E questi episodi sono soltanto la punta di un iceberg, quello che emerge all’esterno se ci sono esiti drammatici, ma testimoniano di una quotidianità fatta di soprusi e prepotenze. Un clima d’intolleranza costante, che molte pareti di edifici scolastici possono testimoniare.
Eppure anche tra le molte iniziative intraprese da ministero o enti scolastici sul bullismo non trova mai spazio la trattazione di queste forme di pregiudizio e discriminazione: la stessa parola “omosessualità” viene bandita, quasi che già a pronunciarla si commetta peccato. Il silenzio però è colpevole, perché significa accettazione dello stato di fatto, come se questi episodi fossero spiacevoli esagerazioni di dinamiche però inevitabili. Certo, andranno
rimproverati quei ragazzini che hanno fatto ingoiare un amo da pesca per dare prova di non essere un’orribile “checca” ad un undicenne. Ma quanto a mettere in discussione la diffusa cultura omofoba, del linguaggio e dei gesti, che sta alla base dei loro comportamenti, questo no, sarebbe troppo! Peccato che senza questo percorso il resto sia vuota retorica.
Per questo, proprio qui a Torino, il Coordinamento glbt Pride ha avanzato una proposta raccolta da Melting Box, la Fiera dei diritti e
delle pari opportunità che si svolgerà tra un mese a Torino, promossa dagli enti locali. Il 22 e 23 ottobre si terrà a Lingotto il convegno “Educare alla diversità”, per raccogliere esperienze italiane ed europee che in campo educativo cercano di rompere il muro dell’omertà.
Con la collaborazione delle associazioni gay, lesbiche e transessuali, dei genitori e delle famiglie,del Servizio Lgbt comunale che da anni
lavora su questi temi, di insegnanti ed associazioni che condividono la necessità di condurre l’unica “battaglia” non cruenta e condivisibile: quella per superare pregiudizi che stanno alla base di discriminazioni
inaccettabili. Per affermare che bambini e bambine, adolescenti e poi adulti, hanno diritto di esprimere il proprio orientamento sessuale
anche e prima di tutto in quello che dovrebbe essere il luogo per eccellenza dell’accoglienza: la scuola. Imparando, come dice lo slogan di Meltig Box, che “la differenza ha valore”.
Gigi Malaroda
insegnante, Coordinamento Torino Pride



